Acarologia

Cenni storici  Compiti istituzionali Attività  Collezioni Personale

Personale

Sauro Simoni 

Ricercatore 

tel +39 055 2492229 

sauro.simoni@isza.it

   

  

Biologia ed ecologia di acari agrari; elaborazione dati e applicazione di modelli utilizzabili in studi di ecologia degli acari  .   

    

 

Franca Tarchi 

Collaboratore tecnico
tel +39 055 2492231
 

franca.tarchi@isza.it

   

  

  

Collabora all’attività di ricerca e sperimentazione sulla bio-ecologia di acari         fitofagi e predatori per applicazioni di lotta biologica su piante d’interesse          agrario.   Si occupa della raccolta acari su campo e dell’estrazione di acari con       varie tecniche di laboratorio, della preparazione vetrini e della conduzione           allevamenti massali in laboratorio e in serra.

 

Silvia Guidi  

Collaboratore tecnico

tel +39 055 2492231

silvia.guidi@isza.it 

    

  

 Collabora all’attività di ricerca e sperimentazione sulla bio-ecologia di acari         fitofagi e predatori per applicazioni di lotta biologica su piante d’interesse          agrario.   Si occupa della raccolta acari su campo e dell’estrazione di acari con         varie tecniche di laboratorio, della preparazione vetrini e della conduzione           allevamenti massali in laboratorio e in serra.

 

Goggioli Donatella

Collaboratore tecnico

tel+39 055 2492231

donatella.goggioli@isza.it

 

 

 

Collabora all’attività di ricerca e sperimentazione sulla bio-ecologia di acari         fitofagi e predatori per applicazioni di lotta biologica su piante d’interesse          agrario.   Si occupa della raccolta acari su campo e dell’estrazione di acari con         varie tecniche di laboratorio, della preparazione vetrini e della conduzione           allevamenti massali in laboratorio e in serra.

 

Sabbatini Peverieri Giuseppino

Ricercatore

tel+ 39 055 2492230

giuseppino.sabbatini@isza.it

  

 Sistematica e bio-ecologia di acari mesostigmata

 

 


Cenni storici

Fin dalla sua fondazione nel 1875 come "Regia Stazione di Entomologia " l'Istituto si è interessato di acari e del loro ruolo in campo agricolo e forestale come è dimostrato dai resoconti dell'attività dell'Istituzione redatti dal suo primo Direttore Adolfo Targioni Tozzetti. Il suo successore Antonio Berlese che diresse l'Istituto dal 1902 al 1927 è considerato uno dei fondatori della moderna sistematica degli acari. La sua importante collezione (11.194 vetrini e 2348 fiale) è ancora conservata presso l'Istituto negli originali contenitori e tuttora costituisce punto di riferimento e meta di studio per gli acarologi di ogni parte del mondo. Dopo la morte di Berlese, nessun altro acarologo rimase in Istituto e si deve ad un cultore della materia Giocondo Lombardini il gran merito di aver risistemato la collezione dopo la seconda guerra mondiale. 

Dalla metà degli anni 50 la tradizione acarologica dell'Istituto fu rinnovata da Fausta Pegazzano che diresse e organizzò la Sezione d'Acarologia dalla sua istituzione, avvenuta con D.M. nel 1967, fino al suo pensionamento per raggiunti limiti di età nel 1985. Negli anni '70 al personale di ruolo della sezione si aggiunsero 3 ricercatori (Marisa Castagnoli, Roberto Nannelli e Marialivia Liguori) ed un tecnico (Antonio Sola) mentre un secondo tecnico (Sauro Simoni) si è aggregato a fine anni '80. Anche alcuni studenti e/o borsisti e tecnici di laboratorio fanno parte della sezione che è tuttora frequentata con assiduità anche dalla prof.ssa Pegazzano.

 Marisa Castagnoli è Direttore della sezione dal 1985: fino al 1989 per incarico ministeriale quindi per pubblico concorso. 

Dai primi interessi per la sistematica degli acari e per la quasi sconosciuta fauna acarologica di alcune delle più importanti colture e dei suoli forestali, l'attività della Sezione si è negli ultimi decenni incentrata sulla biologia ed etologia degli acari, con speciale attenzione per quelli di interesse agrario e forestale, oltre che per gli acari d'interesse allergologico. Unico laboratorio in Italia dedicato esclusivamente agli acari ha una ricca dotazione di testi e collezioni specializzate. Il team della Sezione è in grado di identificare gli acari provenienti da quasi tutte le nicchie ecologiche ed ha acquisito una notevole esperienza nelle differenti metodologie d'allevamento, soprattutto degli acari predatori utili nel controllo biologico e degli acari delle derrate alimentari e delle polveri di casa coinvolti nell'insorgenza di allergie atopiche.

Compiti istituzionali

In base al D. M. 1318 del 23 novembre 1967 e al regolamento concernente i compiti delle sezioni operative degli Istituti Sperimentali del MAF in data 1 ottobre 1970, la Sezione Acarologia è devoluta a tutte le ricerche e sperimentazioni inerenti la tassonomia, la biologia e il comportamento degli acari dannosi alle colture agrarie e forestali e ai prodotti immagazzinati. Di fatto, i compiti della Sezione riguardano anche gli studi concernenti i metodi naturali di controllo delle infestazioni attraverso l'attuazione della lotta biologica e di mezzi colturali e agronomici o mediante l'utilizzo di sostanze di origine naturale. 

Attività 

1.   Tematiche fondamentali di ricerca

-        Acarofauna di differenti agroecosistemi, distribuzione e dinamica di preda e predatore

-        Biologia ed ecologia di fitoseidi predatori indigeni (in particolare Neoseiulus californicus, Amblyseius. cucumeris, Typhlodromus exhilaratus,) e valutazione della loro importanza quali agenti di controllo biologico nei frutteti, nei vigneti, in coltivazioni di fragola e pomodoro sia in serra, sia in campo

-        Biologia ed ecologia di acari utili (Tydeidae) con particolare riferimento alle loro abitudini alimentari 

-        Relazioni tra acari corticicoli e cancro del castagno Cryphonectria parasitica

-        Resistenza delle piante agli acari fitofagi (Tetranychus urticae su pomodoro transgenico, eriofidi su cloni di cipresso)

-        Effetti di sostanze naturali consentite in agricoltura biologica su acari fitofagi, loro predatori e acari delle derrate

-        Tecniche di allevamento per fitoseidi, acari fungivori, acari delle derrate e delle polveri domestiche

2.  Ricerche attualmente finanziate

-        Tideidi del vigneto e loro rapporti con gli acari della vite

-        Neoseiulus californicus: studio delle modalità di riconoscimento della preda e della pianta ospite

-        Impiego di Neoseiulus californicus e di altri fitoseidi indigeni nel controllo degli acari fitofagi del pomodoro 

-        Monitoraggio degli acari infestanti le derrate alimentari confezionate

-        Effetti di oli essenziali di origine vegetale e dei loro componenti sugli acari delle derrate

-        Fitofarmaci utilizzabili in agricoltura biologica 

-        Dinamica e struttura di popolazioni di acari allergenici presenti nelle polveri e nei magazzini di derrate

-        Caratterizzazione dell'acarofauna del vigneto per individuare specie da utilizzare quali indicatori biologici nell'ambito di una viticoltura ecosostenibile di qualità 

3.  Attività collaterali

-        Analisi acarologiche di campioni di vegetali, di derrate, di terreno, di polveri di casa (a richiesta)

-        Lezioni e corsi di aggiornamento per tecnici (a richiesta)

-        Mantenimento in purezza di allevamenti di acari da utilizzare nel controllo biologico e di acari allergenici

-        Incremento e gestione delle collezioni 

Collezioni acarologiche

Acaroteca Berlese

Raccoglie tutto il materiale studiato da Berlese, compreso quello dei suoi primi anni come studente a Padova e come professore di Zoologia Generale e Agraria alla Facoltà di Agraria dell'Università di Napoli.

La collezione comprende 11194 vetrini e 2348 tubi in alcool. E' conservata nei contenitori originali custoditi in armadi disegnati da Berlese nei primi anni del secolo scorso. I vetrini sono alloggiati in scatole da 50 posti numerate 1-227, alle quali si aggiungono le scatole 1Myrm-9Myrm con gli acari associati a formiche e termiti. I tubi in alcool chiusi a fuoco sono conservati in appositi stipetti da 50 posti e numerati da 1 a 2348.

Delle 1679 specie e varietà descritte da Berlese, 1558 sono presenti in collezione. Ad esse si aggiungo 148 specie "in pectore", cioè materiale spesso identificato con nome di specie e genere, ma di cui Berlese non ha mai pubblicato la descrizione e 84 grossi tubi in alcool denominati "faunulae" che contengono materiale residuo da quasi tutte le più tipiche località e habitat di raccolta berlesiani. Le specie di altri autori sono 827. Nel complesso la collezione comprende oltre 2500 taxa, i tipi presenti sono 1248 per le specie di Berlese e 132 per quelle d' altri autori.

La provenienza del materiale riflette i contatti che Berlese ebbe con i naturalisti di ogni parte del mondo: il 42% del materiale proviene dall'Italia, mentre il 20% da altri paesi europei, il 35% è equamente suddiviso tra Asia, Africa, Nord e Sud America, mentre il rimanente 3% comprende materiale dall'Australia, dalle Isole del Pacifico e dalle regioni Artiche e Antartiche.

Berlese ha studiato soprattutto acari terrestri, solo il 3% della collezione comprende acari acquatici. Gli habitat più rappresentati sono il suolo, incluso le lettiere forestali, con il 45% delle specie presenti, seguito dal muschio con il 15%, insetti (associazione come foresia, parasitismo, predazione o commensalismo) con il 14%, vertebrati con il 13% (8% dei quali uccelli). Relativamente pochi sono gli acari delle piante (5%), il rimanente 8% è distribuito tra acari delle derrate immagazzinate, acari dell'ambiente umano e acari associati ad artropodi diversi dagli insetti.

Lo stato di conservazione del materiale in collezione è mediamente buono. Berlese listava quasi sempre i cartellini dei vetrini con colori diversi secondo il mezzo d'inclusione usato lasciandoci preziose indicazioni per operare con successo all'eventuale restauro dei vetrini deteriorati.

Fino agli anni '80 l'unico modo per fruire della collezione era consultare il prezioso catalogo (in 4 volumi) manoscritto, preparato da Berlese negli ultimi dieci anni di vita con l'intento di lasciare ai posteri la testimonianza del suo lavoro di acarologo. Tuttavia questo catalogo non corrisponde più all'attuale consistenza della collezione: Berlese stesso non era riuscito a catalogare completamente il materiale e qualcosa era stato perduto durante la seconda guerra mondiale. Dal 1985 è disponibile, in vendita presso l'Istituto, un moderno catalogo della collezione Berlese, organizzato per specie e che riporta fedelmente quanto è conservato con tutte le notizie riportate sul vetrino e/o tubo.

Il materiale della collezione Berlese, data la sua importanza storica e scientifica, non è mai concesso in prestito. Ciò ne consente la fruibilità in ogni momento a tutti gli studiosi e lo preserva dal deterioramento o dalle perdite accidentali che potrebbero verificarsi durante gli spostamenti. Il personale della Sezione accoglie e dà assistenza agli studiosi che vogliono consultare la collezione e rispondono nei limiti delle proprie competenze a quanti non potendo venire di persona richiedono di avere chiarimenti o conferme sulla morfologia e tassonomia di particolari specie. Curatori della Collezione sono Marisa Castagnoli e Roberto Nannelli. 

Collezione Lombardini

Comprende circa 700 preparati di acari donati dagli eredi di Giocondo Lombardini all'Istituto. Si tratta di materiale che Lombardini ha studiato e identificato negli anni 1940-1960 sia raccolto personalmente sia inviato per la determinazione da altri naturalisti. Il materiale è catalogato: comprende per lo più specie italiane appartenenti a vari gruppi sistematici e di ambienti terrestri: Nella collezione sono depositati anche i tipi delle specie descritte da Lombardini.

Collezione moderna

E' in progressivo allestimento e consiste già di circa 500 preparati. Comprende il materiale tipico di specie descritte dai ricercatori della sezione e da altri studiosi italiani o stranieri che hanno scelto di depositare il proprio materiale tipico presso l'Istituto e quello raccolto e classificato dal personale della Sezione nel corso degli anni. 

 

 

 

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