Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura

Istituto Sperimentale per la Zoologia Agraria

L'Istituto è sede dell'Accademia Nazionale Italiana di Entomologia

 

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Obiettivi

 

Studio, monitoraggio e limitazione nell’afflusso di insetti esotici.

 

Anagrafe delle specie esotiche già approdate nel nostro Paese.

Per conoscere cronologicamente gli artropodi che sono arrivati e si sono diffusi nel nostro territorio, si risalirà almeno fino al 1970, per arrivare ad oggi. In questo caso, e nell’intera linea di ricerca, la distinzione sarà fra l’area continentale e quella mediterranea.

Individuazione di specie esotiche di possibile introduzione e loro conoscenza.

Anche questa fase del lavoro è prevalentemente bibliografica e consiste nell’individuare quegli artropodi che, dannosi in determinate aree geografiche, potrebbero esserlo anche nel nostro Paese in quanto hanno esigenze ambientali compatibili con le nostre e sono infeudati a merceologie che vengono importate o che potrebbero arrivare passivamente con il traffico turistico e commerciale.

A seconda delle specie che si riterranno degne di attenzione, si procederà individuando le trappole più adatte allo scopo di intercettarle così come descritto sotto. In questo contesto particolare attenzione sarà rivolta dalle Unità Operative di Milano e Firenze alla captazione di cerambicidi neointrodotti.

 Metodologie di captazione

Al fine di fornire gli strumenti per approntare una rete di monitoraggio nazionale, laddove è possibile si sperimenteranno delle trappole specifiche (alimentari, cromotropiche, luminose, a feromoni o luminose) o piante e substrati esca, per captare i diversi artropodi. L’insieme delle trappole andrà a costituire un reticolo che, nel rispetto delle due aree gestite dai diversi Enti di ricerca, coprirà l’intera area nazionale, in modo puntiforme, nei siti individuati e ritenuti a rischio.

Sarà invece specifica la ricerca svolta dalle U.O. di Firenze e Milano in quanto tratterà le diverse metodiche di captazione di alcuni coleotteri cerambicidi già definite in altra parte del Progetto. In questo caso la messa a punto dell’intero protocollo, quindi anche la parte riguardante le attrezzature e i materiali, è particolarmente importante, considerando che notoriamente un buon numero di specie esotiche appartengono a suddetto raggruppamento entomologico.

Prescrizioni preventive 

Gli interventi preventivi, ovvero destinati ad eliminare le specie alloctone prima che approdino nel nostro areale, saranno di due tipi.

Diretti: tramite l’impiego di insetticidi, repellenti o altro, all’interno del vettore (aeromobile, nave, container, ecc) con prodotti specifici, a basso impatto e a forte abbattenza, al fine di evitare che possibili insetti possano approdare nel nostro territorio e poi diffondersi. In questo caso si dovrà discriminare sulle modalità d’impiego, il formulato ed altre questioni tecniche, finalizzate ad ottimizzare l’impiego del prodotto scelto.

Indiretti: tramite l’informazione con cartelli ai valichi autostradali, stazioni ferroviarie, aeroporti, porti, dogane; le riviste o altri stampati, in distribuzione gratuita ai viaggiatori, volantini pieghevoli o libercoli specifici per trattare questo argomento, su cui si scrivono le motivazioni di questa vigilanza e il perché di certe misure. 

Strategie di contenimento

Lo scopo del Progetto è quello di costituire con approcci diversi, una barriera più efficace all’ingresso di insetti dannosi da altre parti del globo. Ciò nonostante, è da mettere in conto che qualche insetto estraneo al nostro territorio possa arrivare. Per questo motivo verranno individuati quegli elementi già detti per la cattura tempestiva di individui neo sbarcati. Si dovrà poi prevedere come intervenire se la specie sopraggiunta non è eradicabile. Per questo motivo si procederà ad acquisire tutti gli elementi necessari per contrastarne l’incremento della popolazione e contenerlo fin dal suo insediamento senza che possa arrecare danni.

L’attenzione sarà rivolta soprattutto ai limitatori naturali, tenendo presente che non sarà possibile per tutti i parassitoidi e predatori l’allevamento, ma per lo meno, sarà possibile conoscerne il nome, l’efficacia e qualsiasi elemento che possa essere disponibile nella bibliografia dei paesi dove l’insetto bersaglio è già presente.

Tecniche di crioconservazione

Nell’ambito delle attività indirizzate alla messa a punto di metodi di stoccaggio di artropodi antagonisti di specie nocive di primaria importanza agro-forestale, funghi entomopatogeni, nematodi, microimenotteri ooparassitoidi e acari predatori verranno sottoposti a basse temperature. La vitalità degli individui trattati sarà verificata attraverso la valutazione dei principali parametri biologici. Nell’ambito delle prove di stoccaggio con Imenotteri parassitoidi, dopo l’individuazione della fase di sviluppo embrionale più idonea per l’applicazione delle tecniche di crioconservazione verranno saggiati protocolli di congelamento simili a quelli utilizzati per embrioni di mammiferi, apportando le modifiche necessarie all’impiego di un terreno di coltura specifico per le specie in esame che costituirà la base per l’aggiunta di crioprotettori. Alle valutazioni di laboratorio verranno aggiunte nell’ultimo anno di studio anche valutazioni in natura.

 

 

 

 

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web a cura di:   Claudia Benvenuti

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  Data ultimo aggiornamento 12-02-07